Sanremo 2019, il riscatto di Simone Cristicchi

  16 Gen 2019

Simone Cristicchi e Sanremo, un legame curioso: la sua carriera ha preso il volo con la vittoria nel 2007 quando “Ti regalerò una rosa” fece il vuoto intorno a sè. Aveva ben impressionato l’anno prima con “Che bella gente”, poi partecipazioni nel 2010 e 2014. Tra un mese, canterà “Abbi cura di me”, preghiera laica che punta a essere un brano di qualità, in un Sanremo che sembra più adatto ai fuoricorso del Dams, piuttosto che alla prima platea musicale italiana. Simone Cristicchi, tramite la sua pagina ufficiale, ha salutato così gli “slacciati” (i suoi fan), raccontando la gioia per questa nuova partecipazione: “Quanti ricordi nei miei Festival…alcuni indelebili, altri meno. Il mio esordio tra i giovani nel 2006 con “Che bella gente” insieme a Momo Simona Cipollone; la vittoria di una rosa rossa nel 2007 volando in piedi sulla sedia gialla. E poi Meno male che c’è Carla Bruni col Coro dei Minatori…La prima volta che sono morto; l’anno scorso il duetto con Ermal Meta e Fabrizio Moro, destinati al primo posto con “Non mi avete fatto niente”. Avevo detto che, se mai fossi tornato a partecipare in gara, l’avrei fatto con una canzone speciale, che mi rappresentasse alla perfezione per quello che sono diventato, anche dopo tanta ricerca personale, ed esperienza in teatro. Una canzone che potesse arrivare come una carezza al cuore di tutti, come una piccola “preghiera” capace di darti i brividi.  Con Nicola Brunialti e Gabriele Ortenzi Areamag, l’abbiamo scritta, ritoccata, smontata e riscritta per mesi. Con l’arte immensa di Francesco Musacco l’abbiamo vestita con un’orchestra e un pianoforte.
Per me è stato un regalo inestimabile, il raggiungimento di un equilibrio perfetto: potente e delicata, profonda come il mare, e leggera come una piuma: va protetta il più possibile, e conto anche sul vostro aiuto, che sono certo non mancherà! Non so che effetto vi farà ascoltarla per la prima volta: posso solo dire che, per scriverla, ci ho messo tutta la vita! E tanta vita tra le sue parole. La mia. “Abbi cura di me”, tra un mese sarà anche vostra!”

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