Storie Maledette, un capolavoro targato Franca Leosini

  17 Dic 2018

“Storie Maledette” ormai è un vero e proprio programma cult, che con cadenza annuale va in onda su Raitre. Ideato, scritto e condotto dalla giornalista Franca Leosini, il programma verte sull’intervista a persone solitamente recluse in uno dei tanti carceri italiani, che si sono macchiate oppure è stata ritenuta colpevole di un crimine. In alcuni casi, l’intervistato è reo confesso, per cui si assiste ad un vero atto di contrizione, in cui, per ciò che possa servire, al colpevole non resta che spiegare le “motivazioni” che l’hanno spinto a fare ciò che ha fatto. In altri casi, nonostante la condanna, l’intervistato continua a dichiararsi innocente, approfittando della trasmissione e della luce che questa possa offrire per fare, eventualmente, riaprire il caso. La Leosini come sempre, ha davanti a sé la persona in ogni caso “particolare”, ma il comportamento che assume è necessariamente impeccabile, non è mai colpevolista o accusatoria (la frase che dice spesso è «gli atti processuali dicono che…»), non pone mai domande morbose, anzi, ha quasi un atteggiamento protettivo verso l’intervistata, grazie anche allo studio che la Leosini fa puntigliosamente sul caso in questione, senza tralasciare nemmeno un piccolo particolare, se dovesse servire a far venire un ragionevole dubbio. Dunque, se la trasmissione è giunta a questa longevità, probabilmente la Leosini è davvero brava ad accattivare il pubblico televisivo, al contrario di altri programmi dove riesce a litigare anche sul colore delle mutande delle vittime, incuranti del dramma vissuto da una famiglia, imputandole addirittura di non essersi mostrata davanti all’evento abbastanza telegenici.

 Brunella Imbrogno

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