Totò portò bene a Lino Banfi

  11 Ott 2018

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Lino Banfi racconta come nacque il suo nome d’arte:«Ricordo un giorno quando un impresario mi mandò a casa di Totò ai Parioli a Roma. Arrivai fradicio di pioggia Totò mi accolse elegante, con una vestaglia bordeaux, e mi disse: “Mi dicono che sei bravo. Come ti chiami?” Risposi Lino Zaga, il diminutivo di Zagaria. E lui: “Cambialo, i diminutivi dei cognomi portano male”. Nella mia prima compagnia teatrale c’era anche un maestro elementare, doveva preparare il manifesto, così gli dissi di non mettere Lino Zaga, ma di usare un cognome a caso, quello che gli pareva. Aprì il registro dei suoi alunni e il primo nome che capitò fu Aurelio Banfi, che ho cercato per anni. Se è merito del grande Totò non lo so, però mi ha aiutato a meritare questo cognome».

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